Telepsichiatria e Metaverso. Ecco le nuove frontiere della salute mentale che sfruttano le potenzialità digitali per offrire terapie innovative e accessibili a tutti

telepsichiatria

Nel mondo in rapida evoluzione della tecnologia, emergono nuovi approcci alla salute mentale che sfruttano le potenzialità digitali per offrire terapie innovative e accessibili a tutti. Tra le frontiere più rilevanti, spiccano il metaverso e la telepsichiatria. L’era digitale ha portato alla creazione di numerose applicazioni e strumenti progettati per migliorare la salute mentale. Dalle app di meditazione e gestione dello stress alle piattaforme di monitoraggio dell’umore, la psichiatria digitale offre soluzioni personalizzate per affrontare una varietà di problemi psicologici. Alcune app utilizzano algoritmi avanzati di intelligenza artificiale per adattare i programmi di trattamento alle esigenze individuali. Questi nuovi modi di fare terapia stanno ridefinendo la nostra concezione di assistenza psicologica, aprendo porte a una gamma più ampia di soluzioni e potrebbero rendere la salute mentale più accessibile che mai. 

 

Metaverso: Un Viaggio nell’Immersività

Il metaverso, un concetto che inizialmente apparteneva al mondo dei giochi e della fantascienza, sta diventando una realtà tangibile anche nel contesto della salute e più in particolare in quello della salute mentale. Si tratta di un ambiente virtuale tridimensionale condiviso in cui le persone possono interagire in tempo reale, utilizzando avatar personalizzati per esplorare ambienti digitali. Coniato da Neal Stephenson nel suo romanzo “Snow Crash” del 1992, il termine “metaverso” denota un mondo virtuale capace di sfidare i confini tra realtà e virtualità, offrendo esperienze immersive e una fusione continua tra il mondo digitale e quello reale. Nella realtà mista quello che facciamo nel mondo fisico influenza l’esperienza nel mondo virtuale e viceversa. Questo legame profondo tra mondo digitale e fisico è reso possibile grazie ai “gemelli digitali”, cloni virtuali degli oggetti reali collegati direttamente alle loro controparti digitali. Indossando dispositivi di realtà mista come occhiali ibridi VR/AR, gli utenti possono interagire con oggetti e persone sia nel mondo fisico che in quello virtuale, creando una connessione spaziale e temporale. La peculiarità del metaverso rispetto ad altri sistemi di videoconferenza e altre piattaforme di socialità digitale risiede nella capacità di attivare i neuroni GPS consentendoci di creare ricordi con una collocazione spazio-temporale chiara. Infatti, i “neuroni GPS” del nostro cervello, che si attivano quando occupiamo una posizione nell’ambiente fisico, svolgendo un ruolo importante nella navigazione spaziale, contribuiscono a stabilire una mappa cognitiva dell’ambiente circostante e aiutano a orientarsi e a navigare attraverso di esso. Questi neuroni non solo ci aiutano a navigare nel mondo fisico ma contribuiscono anche a plasmare chi siamo attraverso la nostra memoria. Sono la bussola della nostra identità. Giocano infatti un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra memoria autobiografica. La nostra identità, infatti, è intrecciata con i luoghi che frequentiamo. Siamo lavoratori perché andiamo in azienda, siamo appassionati tifosi perché andiamo allo stadio, ecc, i neuroni GPS registrano questi luoghi e gli eventi che vi accadono…

 

VUOI CONTINUARE A LEGGERE L’ARTICOLO? CLICCA QUI E SCARICA GRATUITAMENTE LA RIVISTA DI BRAIN