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	<title>Professione Sanità Archivi - Fondazione BRF</title>
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		<title>Il fumo nuoce gravemente (pure) a muscoli e ossa. L’89% degli ortopedici conferma i gravi danni al sistema muscolo-scheletrico. Ma solo il 61% dei cittadini ne è consapevole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 16:08:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il fumo nuoce gravemente (pure) a muscoli e ossa. La maggior parte degli ortopedici conferma i gravi danni al sistema muscolare e allo scheletro dei fumatori rispetto ai chi non fuma. Ma c&#8217;è ancora troppa poca consapevolezza. Che il fumo faccia male non è una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Il fumo nuoce gravemente (pure) a muscoli e ossa. La maggior parte degli ortopedici conferma i gravi danni al sistema muscolare e allo scheletro dei fumatori rispetto ai chi non fuma. Ma c&#8217;è ancora troppa poca consapevolezza. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Che il fumo faccia male non è una novità. Che sia dannoso per il nostro cuore e per i nostri polmoni è un fatto noto. Meno noto, invece, è il fatto che a essere danneggiati sono anche muscoli e ossa. Smettere di fumare, ridurre l&#8217;abitudine o trovare delle strategie alternative al consumo quotidiano di tabacco e sigarette è fondamentale anche per salvaguardare la salute di muscoli e ossa e, più in generale, del sistema muscolo-scheletrico. Secondo una ricerca dell&#8217;Istituto Ixè condotta per conto della SIOT (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia), l&#8217;89% degli specialisti ortopedici conferma che il fumo provoca gravi danni anche al sistema muscolo-scheletrico. Questo dato cala notevolmente se consideriamo l&#8217;opinione pubblica: solo il 61% dai cittadini maggiorenni conosce questo effetto negativo, percentuale che sale di un punto tra i pazienti ortopedici (il 62%) e al 64% tra i fumatori.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una distanza, dunque, che deve invitare a riflettere anche sui compiti dell’informazione. Secondo l&#8217;indagine, condotta parallelamente su un campione di oltre 800 cittadini maggiorenni (fumatori e non), su circa 350 medici specialisti ortopedici e su un campione di circa 100 pazienti ortopedici, le maggiori conseguenze sull&#8217;apparato muscolo-scheletrico derivanti dal fumo conosciute dai cittadini sono la degenerazione delle cartilagini, un maggior rischio di infezioni in caso di interventi chirurgici, tempi più lunghi nella riparazione di fratture, lesione ai tendini. Non solo, il 61% dei cittadini è al corrente che il fumo provoca anche un maggior rischio di osteoporosi, con conseguente aumento del numero di fratture. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, il fumo incide profondamente sul processo di guarigione delle patologie muscolo-scheletriche e degli interventi chirurgici&#8230;</span></p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/professione-sanita-mensile-ordini-sanitari" target="_blank" rel="noopener"><strong>VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI E SCARICA GRATUITAMENTE LA RIVISTA “PROFESSIONE SANITA’”</strong></a></h3>
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		<title>L&#8217;allarme dei chirurghi: “scomparse” le emergenze addominali. Durante il primo lockdown operazioni ridotte del 25-30%: le persone non vanno nei reparti per paura del Covid</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/dagli-ospedali-scomparse-emergenze-addominali-causa-covid-19-professione-sanita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dagli-ospedali-scomparse-emergenze-addominali-causa-covid-19-professione-sanita</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 17:10:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Scomparse&#8221; le emergenze addominali. Un allarme che non deve passare inosservato. Anche perché arriva da una delle categorie di medici da sempre in prima linea in fatto di urgenze. Le emergenze addominali sono &#8220;scomparse; si sono ridotte del 25-30%, mentre le forme gravi sono aumentate...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">&#8220;Scomparse&#8221; le emergenze addominali. Un allarme che non deve passare inosservato. Anche perché arriva da una delle categorie di medici da sempre in prima linea in fatto di urgenze. Le emergenze addominali sono &#8220;scomparse; si sono ridotte del 25-30%, mentre le forme gravi sono aumentate del 20-30%. È quanto è successo negli ospedali italiani la scorsa primavera, durante i mesi della prima ondata pandemica. E il motivo è presto spiegato: le persone avevano paura di andare in ospedale, per via del Covid-19. E questo anche se avevano sviluppato un’appendicite, una diverticolite, una colecistite o addirittura una perforazione intestinale, tutte urgenze di chirurgia addominale. «Nei mesi di marzo e aprile &#8211; ricorda il professor Gabriele Sganga, Direttore della UOC chirurgia d&#8217;Urgenza e del Trauma della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS &#8211; al Gemelli, si è assistito a una riduzione del numero delle urgenze addominali in Pronto Soccorso: meno urgenze, ma più gravi clinicamente e radiologicamente. Tali urgenze addominali spesso erano così severe da impedirci di poterle portare subito in sala operatoria, se non dopo averle stabilizzate prima, in terapia intensiva o in reparto. In molte occasioni abbiamo dovuto adottare delle terapie conservative (antibiotici e drenaggi percutanei), prima della terapia chirurgica definitiva. Molti interventi abitualmente semplici, come per esempio quelli di ernia inguinale arrivavano talvolta anche dopo una settimana dalla comparsa del problema, quando ormai l&#8217;ernia era “strozzata”, ovvero quando l&#8217;ansa intestinale incarcerata si era ischemizzata e non potevamo far altro che asportarla, anche in pazienti giovani”. E lo stesso discorso vale anche per molte colecistiti e diverticoliti che arrivavano circondate da gravi raccolte ascessuali. Insomma tutte le urgenze chirurgiche hanno subito un upgrading in termini di gravità. Perché i pazienti, impauriti dal pericolo del contagio non si recavano in ospedale, se non quando la situazione era ormai precipitata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La questione, ovviamente, ha riguardato pressoché tutta Italia. Secondo i dati raccolti&#8230;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Samira, il progetto di radiologia europeo per sconfiggere il cancro. Partito il piano d’azione per assicurare ai cittadini Ue l’utilizzo di strumentazioni nucleari di alta qualità. Ecco di cosa si tratta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 16:31:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un piano d’azione europeo per sconfiggere il cancro. Puntando sulle ultime scoperte nel campo della radiologia. È l’obiettivo da raggiungere con “Samira”, il programma strategico per le applicazioni mediche delle radiazioni ionizzanti. Il piano migliorerà il coordinamento nell&#8217;Ue, garantirà che le tecnologie radiologiche e nucleari...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/samira-il-progetto-di-radiologia-ue-per-sconfiggere-il-cancro-brf/">Samira, il progetto di radiologia europeo per sconfiggere il cancro. Partito il piano d’azione per assicurare ai cittadini Ue l’utilizzo di strumentazioni nucleari di alta qualità. Ecco di cosa si tratta</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org">Fondazione BRF</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un piano d’azione europeo per sconfiggere il cancro. Puntando sulle ultime scoperte nel campo della radiologia. È l’obiettivo da raggiungere con “Samira”, il programma strategico per le applicazioni mediche delle radiazioni ionizzanti. Il piano migliorerà il coordinamento nell&#8217;Ue, garantirà che le tecnologie radiologiche e nucleari continuino ad essere utilizzate a vantaggio della salute dei cittadini dell&#8217;Ue e contribuirà alla lotta contro il cancro e altre malattie, sottolinea l&#8217;esecutivo comunitario. Il piano d&#8217;azione è il primo che viene dato al piano europeo di lotta contro il cancro, adottato dalla Commissione il 3 febbraio. La Commissaria per l&#8217;Energia Kadri Simson ha commentato: «L&#8217;attuale pandemia ha ricordato a tutti noi l&#8217;importanza della salute e la necessità di fare tutto il possibile per accrescere il benessere dei nostri cittadini. L&#8217;uso medico sicuro della tecnologia radiologica e nucleare è uno strumento molto utile tra quelli di cui disponiamo e sta già recando benefici a centinaia di milioni di pazienti in tutta l&#8217;Europa. Questo piano d&#8217;azione garantirà che l&#8217;Ue continui a essere il leader mondiale nell&#8217;offerta di radioisotopi per uso medico e nello sviluppo della radiologia diagnostica e terapeutica, applicando nel contempo i più elevati standard di qualità e sicurezza». Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la Sicurezza Alimentare, ha aggiunto: «Grazie al piano europeo di lotta contro il cancro agiremo per migliorare lo screening dal punto di vista quantitativo e qualitativo e, perché ciò sia possibile, occorre una tecnologia radiologica sicura e di alta qualità. La diagnostica per immagini (imaging, </span><i><span style="font-weight: 400;">ndr</span></i><span style="font-weight: 400;">) è indispensabile per l&#8217;individuazione e la diagnosi precoce del cancro e oltre la metà dei pazienti oncologici è sottoposta a radioterapia. È un elemento onnipresente nella vita dei malati di cancro. Il piano d&#8217;azione &#8220;Samira&#8221; è il primo risultato da noi conseguito nell&#8217;ambito del piano europeo di lotta contro il cancro ed è un&#8230;</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/professione-sanita-mensile-ordini-sanitari" target="_blank" rel="noopener"><strong>VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI E SCARICA GRATUITAMENTE LA RIVISTA “PROFESSIONE SANITA’”</strong></a></h3>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Suicidi e tentati suicidi: ecco perché occorre un monitoraggio aggiornato. Dati fermi al 2017. Così nasce l’Osservatorio Suicidi della Fondazione BRF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 15:25:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dati mancanti dal 2017. Per questo la Fondazione BRF ha deciso di istituire un Osservatorio Suicidi. Anche perché il fenomeno continua a mietere vittime. Un’estremità della cintura dell’accappatoio avvolta attorno al collo e l’altra legata al termosifone del bagno. Così ha perso la vita la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dati mancanti dal 2017. Per questo la Fondazione BRF ha deciso di istituire un Osservatorio Suicidi. Anche perché il fenomeno continua a mietere vittime.</p>
<p><span style="font-weight: 400;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/osservatorio-suicidi/">Un’estremità della cintura dell’accappatoio avvolta attorno al collo e l’altra legata al termosifone del bagno. Così ha perso la vita la piccola di soli 10 anni di Palermo il 20 gennaio scorso</a>. Vani sono stati i suoi tentativi di rianimarla in attesa dell’arrivo del 118. Un altro episodio molto simile, ma con finale &#8211; grazie al cielo &#8211; differente è avvenuto in una scuola elementare nell’alto leccese, dove una bimba di appena 9 anni ha tentato di impiccarsi nei bagni dell’istituto. Le maestre sono riuscite a salvarla in tempo, allertate da alcune compagne di classe. Il </span><i><span style="font-weight: 400;">fil rouge</span></i><span style="font-weight: 400;"> che unisce queste drammatiche vicende è una quanto mai macabra sfida sull’app Tik Tok, la cosiddetta </span><i><span style="font-weight: 400;">blackout challenge</span></i><span style="font-weight: 400;">, che prevede il soffocamento autoindotto per il maggior tempo possibile. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversa situazione quella verificatasi a Roma, quartiere Trieste, nei primi giorni di febbraio, dove una giovane assistente di volo di venticinque anni si è gettata dal balcone. Una storia tragica, resa ancora più dolorosa dal sospetto concreto che al profondo stato di depressione in cui versava la ragazza possa aver contribuito in qualche modo anche il licenziamento avvenuto negli ultimi giorni di </span><i><span style="font-weight: 400;">lockdown</span></i><span style="font-weight: 400;">, da parte della compagnia aerea per la quale lavorava. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste sono solo alcuni delle tante, troppe storie di persone che sono arrivate al limite e che sono state raccolte nell&#8217;Osservatorio suicidi della Fondazione BRF.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Come raccontato anche dai fatti di cronaca sopracitati, tra le fasce più colpite da un elevato livello di ansia e forte disagio psichico ci sono gli adolescenti in età scolastica: con la sospensione ad interim delle lezioni in aula, in favore di una DaD (Didattica a Distanza) che ha sostituito il contatto con i compagni e l&#8217;instaurarsi di nuove amicizie fra i banchi, l’isolamento sociale persistente di cui ancora non si vede una fine precisa ha prodotto stati di panico e forte inquietudine. Un’altra categoria particolarmente colpita è quella dei lavoratori che, per caratteristiche proprie della loro mansione, non sono potuti andare in </span><i><span style="font-weight: 400;">smart working&#8230; </span></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://issuu.com/professionesanita/docs/professione_sanit__marzo_2021_pagina_singola" target="_blank" rel="noopener"><strong>VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI E SCARICA GRATUITAMENTE LA RIVISTA “PROFESSIONE SANITA&#8217;”</strong></a></h3>
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		<title>I farmacisti, pedine fondamentali nella lotta contro il Covid-19. Intervista al presidente della Fofi Andrea Mandelli: &#8220;Il ruolo del farmacista in futuro cambierà. Dovrà partecipare alla presa in carico del paziente&#8221;</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/andrea-mandelli-intervista-professione-sanita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=andrea-mandelli-intervista-professione-sanita</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 14:52:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un sentito ringraziamento a tutti i farmacisti «per la grande prova di impegno e abnegazione» mostrata durante l’emergenza Covid-19 e che continuano a dimostrare. Un plauso speciale ai 26 colleghi che hanno pagato con la vita la lotta alla pandemia: «il loro sacrificio è un...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/andrea-mandelli-intervista-professione-sanita/">I farmacisti, pedine fondamentali nella lotta contro il Covid-19. Intervista al presidente della Fofi Andrea Mandelli: &#8220;Il ruolo del farmacista in futuro cambierà. Dovrà partecipare alla presa in carico del paziente&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org">Fondazione BRF</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un sentito ringraziamento a tutti i farmacisti «per la grande prova di impegno e abnegazione» mostrata durante l’emergenza Covid-19 e che continuano a dimostrare. Un plauso speciale ai 26 colleghi che hanno pagato con la vita la lotta alla pandemia: «il loro sacrificio è un esempio altissimo e nobile dei valori della nostra professione». Ma anche tante proposte per il futuro perché il ruolo del farmacista vivrà nuove evoluzioni: «non deve limitarsi alla dispensazione dei farmaci, che resta indispensabile, ma deve partecipare alla presa in carico del paziente, in particolare quello affetto da patologie croniche». Questo è l’ampio quadro tracciato dall’onorevole Andrea Mandelli, presidente della Fofi (la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani), in esclusiva a </span><a href="https://www.fondazionebrf.org/professione-sanita-mensile-ordini-sanitari/"><i><span style="font-weight: 400;">Professione Sanità</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><b>Presidente Andrea Mandelli, partiamo da principio: quali sono stati e sono i principali problemi che i farmacisti, impegnati sin da subito in prima linea contro il Covid, hanno dovuto affrontare?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Difficile distinguere i problemi per gravità: si è trattato di entrare improvvisamente in una dimensione completamente nuova. Ci si è dovuti organizzare immediatamente per garantire l’accesso alle farmacie in piena sicurezza per i cittadini ma anche per i farmacisti, in un momento in cui i dispositivi di protezione erano irreperibili per tutti. All’emergenza mascherine, poi, si è affiancata quella dei geli disinfettanti e qui da subito abbiamo messo i farmacisti in condizione di poterli produrre nei laboratori galenici. Poi hanno cominciato a scarseggiare le bombole per l’ossigenoterapia domiciliare, soprattutto nelle zone più colpite come la provincia di Bergamo. Questi sono gli aspetti che i giornali hanno trattato ampiamente, ma meno si è considerato, per esempio, che gli ambulatori di medicina generale erano ben poco accessibili e ottenere le prescrizioni di farmaci era diventato molto difficile&#8230;</span></p>
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		<title>Ricercatori di stabilità e di prospettive. I precari della ricerca sanitaria hanno vissuto dei passi in avanti. Ma restano molte criticità. L&#8217;inchiesta di &#8220;Professione Sanità&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 14:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Professione Sanità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ricercatori sempre più precari. E per necessità sono alla ricerca costante di un contratto. È il destino dei ricercatori della sanità italiana, considerati un’eccellenza, come testimonia la visibilità dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Ma non è certo l’unico centro in cui ci...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/ricercatori-sanita-precari-inchiesta-fondazione-brf/">Ricercatori di stabilità e di prospettive. I precari della ricerca sanitaria hanno vissuto dei passi in avanti. Ma restano molte criticità. L&#8217;inchiesta di &#8220;Professione Sanità&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org">Fondazione BRF</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricercatori sempre più precari. E per necessità sono alla ricerca costante di un contratto. È il destino dei ricercatori della sanità italiana, considerati un’eccellenza, come testimonia la visibilità dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma. Ma non è certo l’unico centro in cui ci sono tanti profili di elevata competenza. Qualità a cui non corrisponde una stabilità contrattuale: la precarietà è il marchio distintivo per i circa 3mila ricercatori. E non va certo meglio sotto l’aspetto salariale: oggi la busta paga si ferma sui 1.500 euro mensili. Tanto da rendere improponibili i paragoni con gli altri Paesi europei, ancora peggio se si parla di Stati Uniti. Certo, va detto che la condizione è migliorata rispetto solo a qualche anno fa. In alcuni casi lo stipendio raggiungeva a malapena i mille euro. È stata l’ex ministra Beatrice Lorenzin a ottenere un cambio di passo. Ma la situazione necessita di ulteriori interventi.</p>
<p>La questione è legata alla tipologia contrattuale: medici, biologi, farmacisti sono inquadrati con un contratto di comparto, equiparati dunque a figure tecnico-sanitarie, non quello della dirigenza che avrebbe ben altra remunerazione. Questo genera degli squilibri. La questione è stata spiegata dal sindacato medico Anaoo Assomed: “Negli Irccs esiste una parte sanitaria e una di ricerca. I ricercatori lavorano fianco a fianco con i coloro colleghi, ma hanno un contratto diverso”. Così mentre c’è chi inizia il percorso di carriera con un salario sopra 2.500, il ricercatore, se va bene, ne prende circa mille in meno. Con prospettive alquanto incerte&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Dipendenza da cibo e disturbi psichiatrici, più di un legame. Lo studio della Fondazione BRF su Food Addiction e comorbidità psichiatriche: tutte le novità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 11:21:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza da cibo]]></category>
		<category><![CDATA[food addiction]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il concetto che il cibo, in particolare quello altamente appetibile, può essere oggetto di dipendenza è stato intensamente dibattuto fin dal 1956, quando il professor Theron Grant Randolph propose per la prima volta il termine Food Addiction come «un modello comune di sintomi descrittivamente simili...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il concetto che il cibo, in particolare quello altamente appetibile, può essere oggetto di dipendenza è stato intensamente dibattuto fin dal 1956, quando il professor <strong>Theron Grant Randolph</strong> propose per la prima volta il termine <a href="https://www.fondazionebrf.org/studi/dipendenza-da-cibo-e-comorbidita-psichiatriche-una-revisione-delle-prove-attuali/" target="_blank" rel="noopener">Food Addiction</a> come «un modello comune di sintomi descrittivamente simili a quelli di altri processi di dipendenza». La Dipendenza da cibo è caratterizzata da sintomi psicologici e comportamentali di dipendenza simili a quelli che si manifestano nei tipici disturbi legati alle sostanze. Questi includono l&#8217;impulso a consumare la suddetta sostanza d&#8217;abuso e i conseguenti effetti fisiologici “da astinenza” se l&#8217;assunzione di cibo viene interrotta o ridotta.</p>
<p>La ricerca sulla dipendenza da cibo è però ostacolata dalla mancanza di una definizione formale di questa condizione, evidentemente distinta da altre dipendenze comportamentali o dai disturbi alimentari.</p>
<p>Le recenti tendenze come l’aumento dell&#8217;obesità, il cambiamento delle abitudini alimentari e la prevalenza delle malattie mentali, hanno suscitato l&#8217;interesse della comunità scientifica verso una corretta classificazione e costruzione della dipendenza da cibo. In particolare, l&#8217;evidenza di meccanismi neurobiologici difettosi condivisi, così come la frequente comorbidità tra disturbi alimentari, disturbi dell&#8217;umore e i disturbi legati alle dipendenze, potrebbero indicare non solo una ridefinizione della <strong>Food Addiction</strong> come un vero e proprio disturbo mentale, ma anche una revisione della dicotomia tra dipendenze da sostanze e comportamentali. Facciamo qualche esempio. Nei pazienti obesi, in cui la dipendenza da cibo è significativamente espressa, esiste una forte correlazione tra la condizione fisica e una maggiore prevalenza di molti disturbi psicologici tra cui disturbi dell&#8217;umore, disturbi d&#8217;ansia e rischio di suicidio&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Giovani e Covid. Autolesionimo e depressione. I ragazzi vittime predilette della pandemia. Isolamento, panico, ansia, mancanza di routine. Ecco perché bisogna agire prima che sia troppo tardi</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/giovani-e-covid-ragazzi-vittime-pandemia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giovani-e-covid-ragazzi-vittime-pandemia</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 11:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Veronica (nome di fantasia) ha 17 anni. Tanta paura per il futuro e una buona dose di incertezza anche sul presente, visto cosa abbia voluto dire “vivere il presente” nell’ultimo anno. «A scuola non capisco se ci devo andare o no. Abbiamo ripreso con la...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/giovani-e-covid-ragazzi-vittime-pandemia/">Giovani e Covid. Autolesionimo e depressione. I ragazzi vittime predilette della pandemia. Isolamento, panico, ansia, mancanza di routine. Ecco perché bisogna agire prima che sia troppo tardi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org">Fondazione BRF</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Veronica (nome di fantasia) ha 17 anni. Tanta paura per il futuro e una buona dose di incertezza anche sul presente, visto cosa abbia voluto dire “vivere il presente” nell’ultimo anno. «A scuola non capisco se ci devo andare o no. Abbiamo ripreso con la didattica in presenza, ma tra scioperi e manifestazioni di fatto non ci siamo mai entrati. Mi sento arrabbiata e destabilizzata», scrive in uno dei tanti portali nati ultimamente che hanno il lodevole obiettivo di raccogliere disagi e lamentele. Un sentimento, questo, più diffuso di quanto si possa credere. «Se è vero che ci sono famiglie contenitive per cui il tempo in casa è stata un’occasione per arricchire i propri rapporti – spiega a <a href="https://www.fondazionebrf.org/professione-sanita-mensile-ordini-sanitari/"><em>Professione Sanità</em></a> la professoressa <strong>Maria Rita Parsi</strong>, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus – è altrettanto vero che per le famiglie disfunzionali o allargate, abituate dunque ad avere rapporti con l’esterno, la situazione drammatica è interamente ricaduta sui più giovani, specie sulla fascia degli adolescenti». Dai 13 anni in su ragazzi e ragazze cominciano ad avvertire l’esigenza di ritagliarsi i propri spazi, di crearsi propri nuclei, nel desiderio graduale di rendersi indipendenti: «Tutto questo – chiosa la professoressa Parsi – è terribilmente mancato in questi mesi».</p>
<p>Il vero problema, tuttavia, è che dinanzi all’emergenza – di per sé terribilmente imprevedibile – non siamo riusciti a rispondere a dovere: le principali agenzie educative cui i ragazzi dovrebbero fare riferimento, famiglia e scuola, sono entrate in crisi. E la conseguenza è che «quella che ormai è diventata la terza agenzia educativa, ovvero il web, è diventata la prima, con tutte le conseguenze del caso». Di fatto, in altre parole, quei canonici riti di passaggio che si vivono in età adolescenziale – il gruppo di amici, i primi amori, le prime sfide e i primi traguardi – si sono frantumati per essere affidati completamente al mondo virtuale. Ad acuire tale situazione ha senz’altro contribuito la DaD (Didattica a Distanza), che ha trovato impreparati tanto gli studenti quanto gli insegnanti, andando a complicare una situazione già di per sé disperata in molti casi&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Gli auguri di buon anno del presidente della Fondazione BRF, Armando Piccinni: &#8220;Nel 2021 nuovi entusiasmanti progetti, seguiteci!&#8221;</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/fondazione-brf-2021-capodanno-auguri-progetti-covid/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=fondazione-brf-2021-capodanno-auguri-progetti-covid</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Dec 2020 06:05:45 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[2021]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenze comportamentali]]></category>
		<category><![CDATA[osservatorio suicidi]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamone]]></category>
		<category><![CDATA[Professione Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2020 è stato un anno difficile per tutti. Noi della Fondazione BRF abbiamo comunque cercato di essere attivi e propositivi. La pandemia ha rivelato la fragilità del nostro corpo e della nostra mente, una fragilità che, in modo più o meno profondo, ha toccato...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/fondazione-brf-2021-capodanno-auguri-progetti-covid/">Gli auguri di buon anno del presidente della Fondazione BRF, Armando Piccinni: &#8220;Nel 2021 nuovi entusiasmanti progetti, seguiteci!&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org">Fondazione BRF</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 2020 è stato un anno difficile per tutti. Noi della <a href="http://www.fondazionebrf.org" target="_blank" rel="noopener"><strong>Fondazione BRF</strong></a> abbiamo comunque cercato di essere attivi e propositivi.</p>
<p>La pandemia ha rivelato la fragilità del nostro corpo e della nostra mente, una fragilità che, in modo più o meno profondo, ha toccato tutti noi.</p>
<p>È per questo che con la Fondazione BRF abbiamo portato avanti, tra gli altri progetti, un <a href="https://www.fondazionebrf.org/osservatorio-suicidi-covid-19/" target="_blank" rel="noopener"><strong>osservatorio correlato alle conseguenze della pandemia</strong></a> (che peraltro riprenderemo con l&#8217;inizio del nuovo anno) e uno <a href="https://www.fondazionebrf.org/lo-studio-della-fondazione-brf-con-il-provveditorato-di-lucca-un-ragazzo-su-quattro-2589-ha-problemi-di-dipendenza-da-internet-ecco-tutti-i-dati/" target="_blank" rel="noopener"><strong>studio pilota sulle dipendenze comportamentali</strong> </a>in questo periodo (e che nel 2021 allargheremo non solo alla popolazione studentesca ma anche alla cittadinanza tutta).</p>
<p>Senza dimenticare, ancora, <a href="https://www.fondazionebrf.org/natale-covid-questionario-fondazione-brf/" target="_blank" rel="noopener"><strong>il nostro importante test che abbiamo lanciato &#8211; e che invitiamo tutti a fare, se non l&#8217;avete ancora fatto &#8211; per comprendere in che maniera tutti noi passeremo le feste e capire il nostro livello di resilienza</strong></a>: al termine del questionario riceverete anche una mail col vostro profilo specifico!</p>
<p>Sul fronte scientifico, ancora, è molto importante lo studio che abbiamo realizzato sulla <strong><em>food addiction e sui legami con le dipendenze psichiatriche. </em></strong>Potete leggere tutti i nostri studi nella <a href="https://www.fondazionebrf.org/studi-scientifici/" target="_blank" rel="noopener"><strong>sezione dedicata</strong></a>.</p>
<p>Non perdetevi, infine, neanche il nostro <strong><a href="https://www.youtube.com/channel/UCsbJzRK0IrrykKk57b_nMWQ">canale Youtube</a>. </strong>Tra gli altri video, vi consigliamo soprattutto la playlist realizzata nella <strong>Giornata Europea della Depressione.</strong> Diversi specialisti amici della Fondazione hanno realizzato <a href="https://www.youtube.com/watch?v=acoZ7fiO0rw&#038;list=PLRZ969tP18AsKwM2uzPc-7pwtgHDtk4IM"><strong>video dedicati ognuno a un aspetto specifico della depressione.</strong></a> Dal legame con la bioetica allo studio di nuovi farmaci, fino al rapporto tra questa patologia e il periodo critico che stiamo vivendo.</p>
<p>Tutto ciò che facciamo e realizziamo è visibile, oltreché sul sito, anche su tutti i nostri canali social che vi invitiamo a seguire, a partire da <a href="https://www.facebook.com/fondazionebrf/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Facebook</strong></a> e <a href="https://www.instagram.com/fondazionebrf/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Instagram</strong></a>. Ultimo consiglio: <strong>se non l&#8217;avete ancora fatto, iscrivetevi alla nostra newsletter per restare sempre informati (in home trovate l&#8217;apposita sezione per lasciar la vostra mail)</strong>.</p>
<p><strong>Adesso stiamo lavorando a numerosi progetti per il 2021</strong>: a gennaio potrete leggere direttamente dal nostro sito la rivista “<strong><em>Professione Sanità</em></strong>”, un mensile di inchieste e di approfondimenti dedicato al mondo della medicina.</p>
<p>E sempre da gennaio 2021 avrà inizio la nostra campagna di sensibilizzazione sui disturbi mentali “<strong><em>#parliamone</em></strong>” di cui presto vi riferiremo più dettagliatamente.</p>
<p>Adesso, però, è il momento dei saluti. L’arrivo in questi giorni del vaccino è il miglior messaggio di fiducia ed il miglior augurio che possiamo farci per un progressivo ritorno alla normalità.</p>
<p><strong>A nome di tutta la Fondazione BRF un felice e sereno 2021!</strong></p>
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