Dallo psicologo o dallo psichiatra? Non sono mica matto! Ecco i tabù di una società che ha paura di non starci con la testa

tabù

Negli ultimi anni si parla più liberamente di salute mentale, ma lo stigma e il tabù legati al disagio psicologico fatica a scomparire. Molti continuano ad avere pregiudizi e comportamenti discriminatori verso chi soffre di una patologia mentale, o verso quelli che intraprendono un percorso di psicoterapia o un una cura psicofarmacologica. La colpa è spesso legata a una rappresentazione stereotipata dei disturbi mentali, con conseguenze molto serie.

I dati epidemiologici mostrano che circa il 40% degli individui presenta una qualche forma di disturbo mentale nel corso della sua esistenza. A fronte di questo dato, i Paesi a più alto reddito spendono nel campo della salute psichica solo il 5% del loro budget per la sanità. Inoltre, l’ambito di cura della salute mentale deve fare i conti con un fardello significativo e molto doloroso: quello relativo allo stigma sociale. 

I disturbi mentali sono curabili, tuttavia la ricerca di aiuto è spesso ritardata o del tutto assente per una questione culturale. Non a caso, lo stigma legato ai disturbi psichici e ai servizi di salute mentale è considerata una delle ragioni principali dell’insufficiente ricerca di aiuto da parte dei pazienti. Purtroppo, però, Iil ritardo o l’evitamento delle cure hanno conseguenze dannose, influenzando tanto il destino dei pazienti quanto la possibilità di guarigione. 

 

L’origine di un tabù lontano 

La parola stigma ha origine greca e significa marchio, segno distintivo, e si può definire come un processo che coinvolge l’etichettare, il discriminare e l’interiorizzare stereotipi e pregiudizi a danno dei membri di un gruppo sociale. Sono stati identificati diversi tipi di stigma: personale, percepito, auto-stigma. Vi è poi lo stigma legato al trattamento, ovvero quell’insieme di credenze negative che un individuo ha nei confronti della cura e dei professionisti che operano nell’ambito della salute mentale. 

Secondo la letteratura, lo stigma legato al trattamento influenza negativamente l’intenzione di cercare supporto terapeutico. È sorprendente come ancora al giorno d’oggi ci sia un elevato numero di persone convinto che chi richiede sostegno psicologico/psichiatrico sia pericoloso, oppure che una persona che si reca in terapia sia debole e che potrebbe facilmente guarire se solo ci mettesse un po’ di buona volontà…

VUOI CONTINUARE A LEGGERE? CLICCA QUI E SCARICA GRATUITAMENTE LA RIVISTA DI OTTOBRE/NOVEMBRE DI BRAIN