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20 novembre 2017: giornata mondiale dei diritti dei bambini e delle bambine

Per celebrare la data istituita dall'ONU, la riflessione della Fondazione BRF partendo dal libro della scrittrice Flavia Piccinni "Bellissime" (Fandango Libri) 

Era il 20 novembre 1989 quando l'Assemblea generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione internazionale dei Diritti dell'Infanzia, il più importante tra gli strumenti per la tutela dei diritti dei bambini. Una data che, tra l'altro, coincide con un duplice anniversario: la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (1789) e la Dichiarazione dei Diritti del Bambino (1959). 

Da 28 anni, il 20 novembre si celebra così la Giornata mondiale dei diritti delle bambine e dei bambini. E sono proprio i minori di 10 anni, i protagonisti del libro della scrittrice Flavia Piccinni che nel suo reportage-inchiesta "Bellissime" - pubblicato da Fandango Libri, già oggetto di due interrogazioni parlamentari e di un DDL che è stato recentemente trasformato in un emendamento alla legge di stabilità - ha raccontato dell'utilizzo e dello sfruttamento dei bambini italiani nel mondo della moda, eccezionale macchina contemporanea della creazione di stereotipi di genere nell'infanzia. 

Bellissime è stato protagonista insieme all'autrice Flavia Piccinni del nostro primo caffè scientifico che si è tenuto, con grande successo di pubblico e critica, a Taranto a fine ottobre.

"Anche nel nostro Paese, in un mondo apparentemente innocuo e patinato come quello della moda - spiega l'autrice Flavia Piccinni - ci sono bambini che non vivono un'infanzia serena. Trascorrono le giornate impiegati sui set fotografici e sulle passerelle, diventando molto spesso delle vere e proprie pedine nelle mani dei rispettivi genitori, delle agenzie di piccoli modelli, dei brand. Ho lavorato sul mondo della moda bimbo per quattro anni, incontrando decine e decine di mamme, di padri, di piccole star e di aspiranti tali. Ho incontrato bambine che avevano imparato a divertirsi, e altre che erano costrette a subire condizioni allucinanti: sfilate senza acqua, set fotografici senza bibite, diete prima delle sfilate e dei casting, trucco e parrucco aggressivo, in grado di annullarne l'infanzia e i volti. Condizioni inaccettabili per i minori in un Paese come l'Italia. Oggi, nel 2017". 
 
"La tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti nel settore dello spettacolo ed in particolare il fenomeno delle baby-modelle diventa anticamera dello sfruttamento e della figura della donna-oggetto" chiosa la Senatrice Fabiola Anitori. "Ed è per questo che diventa fondamentale tutelare, anche in occasioni importanti come quella odierna, i diritti dei minori". 
Il lavoro minorile in Italia è esclusivamente un lavoro in deroga e il ddl della Senatrice Anitori, nato sulla scia della denuncia di Flavia Piccinni, si propone di tutelare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso modifiche alla Legge 17 ottobre 1967, n. 977 in materia di tutela del lavoro dei bambini e degli adolescenti in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo. Il DDL suggerisce una riduzione dell'orario di lavoro, impone un pediatra e uno psicologo sui set, obbliga a ridurre il volume della musica e vieta il trucco per i minori di tre anni. 
 
Il libro
Bellissime (Fandango Libri, pp. 208). Ci sono bambine che imparano presto a truccarsi, a sorridere, a essere simpatiche e maliziose. Sognano di fare le miss o le modelle. Hanno mamme disposte a guidare ore e ore nella notte per portarle a sfilare a Pitti bimbo e padri capaci di organizzare tour de force per trovare il vestito adatto a un casting. Sono bambine di quattro, cinque, sei anni che popolano un mondo poco noto, spesso nascosto, che si declina attraverso riviste patinate, cataloghi e pubblicità. Un mondo sommerso che non può superare il metro e trenta di altezza, e che è destinato a farsi perpetuo laboratorio di stereotipi fra promesse di futuro e frustrazioni. Dai centri commerciali del napoletano alle periferie toscane, passando per la riviera romagnola e l’hinterland milanese, Flavia Piccinni ha seguito decine di selezioni, sfilate e concorsi di bellezza. Attraverso un viaggio memorabile nell’infanzia di oggi, Bellissime racconta di baby miss e di madri, di sogni che a volte si trasformano in incubi, di ambizioni e di speranze, svelando come nascono i modelli di comportamento e di gusto che tutti acquisiamo attraverso i media, e di cosa questi modelli di comportamento e di gusto che tutti acquisiamo attraverso i media, e di cosa questi modelli possono produrre sulla nostra pelle e su quella dei più piccoli. Firmando un ritratto toccante e realistico, Flavia Piccinni accende una luce nel mondo delle bambine di oggi che molto avranno a che fare con quello che sarà l’Italia nei prossimi trenta, quaranta, cinquant’anni.


Redazione



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