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		<title>Parkinson, così il trapianto di feci può migliorare i sintomi. Alla luce dello stretto legame tra batteri intestinali e la patologia neurodegenerativa ecco quanto emerso da un nuovo studio belga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 07:01:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un team di ricerca belga ha dimostrato che trapiantare le feci di persone sane nell’intestino di pazienti con Parkinson migliora i sintomi motori come tremori e rigidità. Lo studio evidenzia lo stretto legame tra la malattia neurodegenerativa e i batteri intestinali. Il trapianto potrebbe giovare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Un team di ricerca belga ha dimostrato che trapiantare le feci di persone sane nell’intestino di pazienti con Parkinson migliora i sintomi motori come tremori e rigidità. Lo studio evidenzia lo stretto legame tra la malattia neurodegenerativa e i batteri intestinali. Il trapianto potrebbe giovare a molte persone con la malattia neurodegenerativa. È quanto emerso da un nuovo<br />
studio che ha dimostrato lo strettissimo legame tra la diffusa patologia neurodegenerativa e la flora batterica intestinale. Ad esempio, una ricerca dell’Università dell’Alabama di Birmingham ha evidenziato che, nelle feci dei pazienti con Parkinson, sussistono significative differenze nella composizione dei batteri. Tra le famiglie divergenti figurano Lactobacillaceae, Bifidobacteriaceae, Christensenellaceae, Pasteurellaceae e altre. Un’altra indagine più recente ha invece trovato una correlazione con la presenza del batterio Desulfovibrio.</p>
<p>Secondo gli studiosi, la neurodegenerazione del Parkinson è provocata da grumi di una proteina mal ripiegata chiamata alfa-sinucleina.<br />
In parole semplici, si pensa che questi aggregati si formino nella parete intestinale e, attraverso il nervo vago, siano in grado di raggiungere il tessuto cerebrale dove distruggono i neuroni dopaminergici (produttori di dopamina); ciò innesca i sintomi tipici del Parkinson come quelli motori, ovvero tremori, rigidità a difficoltà mantenere l’equilibrio. Tra gli altri sintomi sibillini anche stitichezza, disturbi del sonno e perdita dell’olfatto. Gli esperti ritengono che sia proprio la disregolazione del microbiota intestinale a favorire gli accumuli di alfa-sinucleina mal ripiegata, poi “spedita” attraverso il nervo vago al cervello.</p>
<p>A suggerirlo anche uno studio guidato da scienziati del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), in base al quale la recisione del nervo vago abbatte il rischio di ammalarsi di Parkinson del 40 percento. Alla luce dello stretto legame tra batteri intestinali e la patologia neurodegenerativa, i ricercatori hanno ipotizzato che trapiantare feci di persone sane in pazienti con Parkinson allo stadio iniziale avrebbe potuto offrire dei benefici nella sintomatologia, grazie all’alterazione benefica indotta alla flora batterica. Ed è esattamente ciò che è stato scoperto. A condurre l’esperimento un team di ricerca belga composto da scienziati dell’Ospedale Universitario di Ghent, della Facoltà di Medicina e Scienze della Salute dell’Università di Ghent e del VIB-UGent Center for Inflammation Research.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sempre più ragazzi a rischio. Ecco perché è importante garantire benessere mentale tra i banchi di scuola e tra i giovani. L&#8217;esempio del progetto della Fondazione BRF</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 06:54:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Cos’è questo peso che sento sul petto? Perché non riesco a parlare in pubblico? Come mai trovo difficile guardarmi allo specchio?” Queste sono solo alcune delle domande che sono emerse durante i corsi che la Fondazione BRF ONLUS ha tenuto a partire dal nuovo anno...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">“Cos’è questo peso che sento sul petto? Perché non riesco a parlare in pubblico? Come mai trovo difficile guardarmi allo specchio?”</p>
<p class="p1">Queste sono solo alcune delle domande che sono emerse durante i corsi che la Fondazione BRF ONLUS ha tenuto a partire dal nuovo anno nelle scuole secondarie della piana di Lucca.</p>
<p class="p1">Il progetto “Informazione, prevenzione e salute mentale” sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca nell’ambito del progetto Welfare e dal Provveditorato agli studi di Lucca e Massa Carrara.</p>
<p class="p1">L&#8217;idea era semplice ma fondamentale: far capire agli studenti e agli insegnanti quanto sia importante prendersi cura della propria salute mentale e fornire loro gli strumenti pratici per farlo.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Emozioni, ansia, attacchi di panico e disturbi dell’umore sono stati al centro delle discussioni per portare il focus su situazioni che probabilmente molti giovani hanno sperimentato ma non sanno come affrontare e che i docenti si trovano a dover gestire dall’esterno.</p>
<p class="p1">L&#8217;entusiasmo e l&#8217;impegno manifestati durante gli incontri hanno confermato un interesse diffuso all&#8217;interno della comunità scolastica.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Tutte le classi coinvolte hanno partecipato attivamente, creando un clima di fiducia e sostegno reciproco.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">I giovani si sono mostrati aperti nel condividere le proprie esperienze e preoccupazioni, allo stesso modo gli insegnanti hanno dimostrato un forte interesse nell&#8217;approfondire le tematiche legate alla salute mentale.</p>
<p class="p1">Durante gli incontri, sono stati affrontati diversi argomenti cruciali per promuovere il benessere psicologico.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">In primo luogo, si è posto l&#8217;accento sul riconoscimento e la comprensione delle emozioni, fornendo esempi pratici e discussioni approfondite per aumentare la consapevolezza emotiva degli studenti.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Si è parlato poi di ansia, gli attacchi di panico e la depressione, offrendo tutti strumenti per riconoscerli e affrontarli in modo positivo e proattivo.</p>
<p class="p1">È stato incoraggiante osservare un vivo scambio di esperienze e opinioni durante gli incontri, con molti partecipanti che hanno condiviso storie e donato sostegno reciproco.</p>
<p class="p1">Gli incontri sull&#8217;educazione alla salute mentale hanno garantito agli studenti e agli insegnanti uno spazio sicuro e inclusivo per esplorare tematiche spesso considerate tabù: attraverso presentazioni interattive, esercizi di gruppo e discussioni aperte, i partecipanti hanno acquisito conoscenze e competenze che si spera abbiano un impatto duraturo sul loro benessere psicologico.</p>
<p class="p1">Portare all’interno delle aule scolastiche tematiche delicate ma fondamentali per la crescita di ogni individuo è stato un grande passo in avanti perchè che tutti gli studenti possano avere gli strumenti per imparare a gestire le proprie emozioni correttamente: che si tratti di gioia, tristezza, ansia, sapere affrontare le proprie emozioni è essenziale per il proprio benessere.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Torna il festival &#8220;Lucca in Mente&#8221; della Fondazione BRF. Giunge alla quarta edizione l&#8217;appuntamento allestito nel cuore della città di Lucca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 06:48:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Inizia con un grande nome la quarta edizione del Festival &#8220;Lucca in Mente&#8220;, il festival ideato e curato dalla Fondazione BRF Onlus con la direzione artistica della scrittrice Flavia Piccinni e del giornalista Carmine Gazzanni. Il primo nome in calendario è infatti Enrico Ruggeri, musicista...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Inizia con un grande nome la quarta edizione del Festival &#8220;<a href="http://www.luccainmente.it">Lucca in Mente</a>&#8220;, il festival ideato e curato dalla Fondazione BRF Onlus con la direzione artistica della scrittrice Flavia Piccinni e del giornalista Carmine Gazzanni. Il primo nome in calendario è infatti Enrico Ruggeri, musicista e cantante, presentatore televisivo e scrittore. Il Festival, che si fregia del contributo del Comune di Lucca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, nonché del patrocinio della Provincia di Lucca, si terrà a Lucca dal 13 al 18 maggio 2024 nella splendida cornice di Villa Bottini, nel cuore della città toscana. “Abbiamo deciso di battezzare questa edizione &#8211; spiegano i direttori artistici, Flavia Piccinni e Carmine Gazzanni &#8211; l’alveare delle idee perché ci piace pensare al festival come a un momento in cui prospettive e visioni si intrecciano per influenzarsi reciprocamente attraverso un approccio olistico.<br />
Esattamente come accade in un alveare.<br />
Il programma di questa quarta edizione è ricco di incontri stimolanti, che vanno dall’intelligenza artificiale all’ossessione per l’alimentazione dei nostri tempi, dalla perversione mediatica per la cronaca nera alla percezione di sé nell’epoca dei social network”.</p>
<p>L’evento di apertura sarà lunedì 13 maggio (ore 18:30) un’intervista esclusiva con Enrico Ruggeri, che discuterà del suo ultimo libro “40 vite senza fermarmi mai” (La Nave di Teseo), esplorando le complessità di una carriera tra musica, televisione e letteratura. Moderato da Flavia Piccinni, l’appuntamento illuminerà le molteplici facce di un artista poliedrico.</p>
<p>Seguirà il 14 maggio dalle ore 17:00 una sessione di incontri sul rapporto sempre più complesso fra essere umano e tecnologia, che coinvolgeranno docenti universitari come il fisiologo Ugo Faraguna dell’Università di Pisa, il bio-ingegnere Calogero Oddo della Scuola Sant’Anna e Marilù Chiofalo, fisica, dell’Università di Pisa.</p>
<p>Mercoledì 15 maggio sarà il turno di Folco Terzani, scrittore e viaggiatore, che porterà gli ospiti in un viaggio esplorativo nell’incontro “Mete Esistenziali: da Tiziano Terzani a Baba Cesare” (ore 18:00). Seguirà il dialogo fra Sigfrido Ranucci, giornalista e conduttore di REPORT (Rai3), con il giornalista Carmine Gazzanni.</p>
<p>Giovedì 16 maggio lo scrittore lucchese Andrea Bocconi, psicoterapeuta e docente, parlerà di viaggi che trascendono i semplici spostamenti geografici in “Viaggiare e non partire” con Simonetta Giurlani Pardini (ore 17:30). Il pomeriggio proseguirà esplorando i segreti dell’Italia dell’occulto (ore 18:30) con la partecipazione dell’On. Stefania Ascari e dell’On. Francesco Michelotti, nonché con la presenza di Sergio Pietracito (presidente Vittime del Forteto) e di Francesco Brunori (vicepresidente Associazione Vittime Sette Italiane). A concludere la giornata l’incontro con la vincitrice di Masterchef 13 Eleonora Riso, che vedrà anche la partecipazione di Caterina Rocchi, fondatrice e direttrice della “Lucca<br />
Manga School”.</p>
<p>Venerdì 17 maggio due gli incontri in programma per &#8220;Lucca in mente&#8221;. Il primo sarà un viaggio fra filosofia e psichiatria, con due esperti della materia. “Da Socrate a Freud. Come prendersi cura di se stessi grazie ai classici” (ore 18:30) vedrà infatti l’incontro con Cristina dell’Acqua, grecista, e Mauro Mauri, psichiatra. Seguirà la presentazione del libro “La reputazione” (Ponte alle Grazie, 2024) della filosofa Ilaria Gaspari con Ilide Carmignani, traduttrice e scrittrice.</p>
<p>Il Festival “Lucca in Mente” si concluderà poi sabato 18 maggio, quando sono previsti tre appuntamenti. Il primo sarà la premiazione della quarta edizione del concorso Fondazione BRF Onlus rivolto alle scuole e organizzato in collaborazione con il Provveditorato agli Studi di Lucca e Massa Carrara, che ha visto una massiccia partecipazione da parte di tutta la Regione Toscana. Seguirà (alle 18:00) l’incontro con Antonino Tamburello, psichiatra e psicoterapeuta, molto seguito sui social network che parlerà d’amore e di sesso partendo dal suo ultimo libro “L’Amore nasce eterno” di Antonino Tamburello (Mondadori, 2023).Ultimo incontro quello con il conduttore de “Le Iene” Antonino Monteleone, che ha dedicato il suo ultimo libro “Verità, dubbi e misteri sulla strage di Erba” (Piemme, 2023) alla strage di Erba di cui si occupa da quasi dieci anni.</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni: www.luccainmente.it.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il mondo fiabesco e delicato di Ilaria Perversi. Intervista alla disegnatrice che ha sposato il progetto di #Parliamone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2024 06:46:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La campagna #Parliamone ha unito fumettisti, grafici e illustratori per combattere lo stigma che ancora pesa sulla salute mentale. Quale mezzo migliore dell’arte per raccontare quello che sentiamo e ciò in cui crediamo? Anche Ilaria Perversi da oggi si unisce alla squadra di #Parliamone: il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">La campagna #Parliamone ha unito fumettisti, grafici e illustratori per combattere lo stigma che ancora pesa sulla salute mentale. Quale mezzo migliore dell’arte per raccontare quello che sentiamo e ciò in cui crediamo?</p>
<p class="p1">Anche <a href="https://ilariaperversi.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Ilaria Perversi</strong></a> da oggi si unisce alla squadra di #Parliamone: il suo tratto delicato e i colori sfumati raccontano un mondo fiabesco, che forse richiama quello in cui è cresciuta: “Ho la fortuna di essere circondata da albi illustrati e libri per ragazzi. Mi ricordo di pomeriggi interi passati sdraiata sui libri giganti di Tony Wolf pieni di gnomi e giocattoli, di estati intere a leggere Harry Potter e Una serie di sfortunati eventi” racconta Ilaria Perversi. “Dopo il liceo ho studiato Digital Animation in una scuola di cinema, quel mondo lì non l’ho mai abbandonato e passare alla carta stampata è stato un processo molto naturale, avvenuto al momento giusto, quando mi sono concessa di tornare a disegnare.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>Come nasce il tuo processo creativo?</strong></p>
<p class="p1">Tendo a pensare per immagini, quindi quando inizio un nuovo progetto inevitabilmente lo visualizzo prima nella testa. Parto spesso da un’idea molto nitida e quando passo alla lavorazione vera e propria raramente mi ci discosto completamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>Ti ritrovi mai ad avere un’idea che non riesci a realizzare come vorresti? Come reagisci?</strong></p>
<p class="p1">Un tempo mi capitava più spesso, devo dire che l’esperienza ha aiutato a ridurre questi momenti. Quando capita, dopo il primo momento di sconforto, cerco di non farne un dramma e di lasciarmi sorprendere dalla nuova soluzione che ho trovato: non è detto che alla fine non sia migliore rispetto a quella pensata per prima!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>Qual è il tuo rapporto con i social?</strong></p>
<p class="p1">Passo molto tempo sui social, sia per promuovere il mio lavoro, sia per condividere alcuni aspetti della mia vita e cause che mi stanno a cuore. Cerco di ripetermi spesso che “finché mi va, va bene”. La mia presenza sui social è molto libera e spontanea e faccio di tutto perché rimanga così, dovesse diventare un obbligo non sarebbe più un gioco che mi va di giocare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>Senti mai il bisogno di staccare?</strong></p>
<p class="p1">Certo! E quando il bisogno arriva lo assecondo, senza remore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong>Quando hai percepito come reale il cambiamento climatico di cui da tempo si stava parlando?</strong></p>
<p class="p1">Sono sempre stata sensibile all’argomento, ma sicuramente la comparsa di Greta Thunberg sulla scena mondiale ha dato un bello scossone alla coscienza di molti. Il suo impegno è stato una vera ispirazione per me: mi sono informata sempre di più, mi sono impegnata a condividere tutte le mie scoperte con chi mi stava intorno e con la mia piccola community, ho iniziato a partecipare agli scioperi per il clima, ho anche disegnato un libro sulla sua storia (“Greta e il pianeta da salvare”, Glifo edizioni).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Depressione e antidepressivi: un legame complesso con l&#8217;infiammazione. Ecco cosa ci dicono gli ultimi studi scientifici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 08:06:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I disturbi dell’umore, come la depressione maggiore e il disturbo bipolare, sono causati da una complessa interazione tra fattori genetici ed ambientali. In particolar modo, sebbene il trattamento attuale della depressione maggiore si basi sulla tradizionale teoria monoaminergica – alla base della depressione dell’umore si...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">I disturbi dell’umore, come la depressione maggiore e il disturbo bipolare, sono causati da una complessa interazione tra fattori genetici ed ambientali. In particolar modo, sebbene il trattamento attuale della depressione maggiore si basi sulla tradizionale teoria monoaminergica – alla base della depressione dell’umore si troverebbe un disequilibrio di neurotrasmettitori come serotonina, dopamina e noradrenalina, la ricerca ha spostato l’attenzione su altri possibili meccanismi. Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in luce il ruolo che i processi infiammatori possono avere sullo sviluppo dei disturbi dell’umore.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Diversi studi hanno dimostrato che lo stress, sia fisico che psichico, può aumentare l’intensità dei processi infiammatori nell’organismo. Questo aumento dell&#8217;infiammazione può, a sua volta, causa o aggravare i sintomi depressivi, attraverso una complessa serie di reazioni ormonali e neurotrasmettitoriali innescate dallo stress stesso. Ricerche recenti hanno anche evidenziato l&#8217;esistenza di meccanismi epigenetici che, mediati dallo stress e, attraverso di esso, dall’infiammazione, andrebbero ad interagire con lo sviluppo dei sintomi depressivi.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Le citochine, proteine che svolgono funzioni immunitarie e che controllano l’infiammazione, come l&#8217;interleuchina-1 (IL-1), interleuchina-6 (IL-6), e il fattore di necrosi tumorale-alfa (TNF-α), possono attraversare la barriera emato-encefalica, passando dal circolo sanguigno al cervello, ed andando quindi a dialogare con i sistemi neurotrasmettitoriali. Ciò potrebbe avere quindi una rilevante influenza sui sintomi depressivi. Inoltre, le citochine sono strettamente legate anche col sistema endocrino, quali l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, le quali alterazioni, come molti studi dimostrano, concorrono all’eziopatogenesi della depressione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Il configurarsi dell&#8217;infiammazione come una causa (o concausa) della depressione, può far presuppore che farmaci che hanno un potenziale meccanismo anti-infiammatorio possano trovare un impiego nel trattamento dei sintomi depressivi.</p>
<p class="p1">Gli antidepressivi, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e gli inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina (SNRI), sono tra i trattamenti più comuni per la depressione. Questi farmaci sono noti per la loro efficacia nel modulare i livelli di neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina nel cervello, contribuendo così a migliorare l&#8217;umore e alleviare i sintomi depressivi. Oltre alla loro azione sui neurotrasmettitori, tuttavia, gli SSRI e gli SNRI hanno dimostrato di possedere effetti anti-infiammatori e antiossidanti: la ricerca ha difatti mostrato che farmaci come la sertralina (uno dei più noti SSRI) possono ridurre l&#8217;espressione di molecole infiammatorie come IL-1β e TNF-α. Questo suggerisce che gli antidepressivi possono avere un ruolo ampio e variegato nel trattamento della depressione, agendo sia attraverso svariate modalità, ed esseno implicati anche nei meccanismi infiammatori legati alla depressione stessa&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>La Generazione Z tra fiducia in sé e salute mentale. Ecco l&#8217;indagine che offre uno sguardo sulla psiche delle giovani donne</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/en/generazione-z-fiducia-salute-mentale-studio-brain/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=generazione-z-fiducia-salute-mentale-studio-brain</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 07:58:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Generazione Z, composta da giovani tra i 13 e i 20 anni, è da considerare una popolazione rivoluzionaria, in grado di ribaltare le priorità tradizionali, ponendo al centro la salute mentale e la fiducia in sé stessi. Un’indagine condotta su oltre 2.000 ragazze provenienti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La Generazione Z, composta da giovani tra i 13 e i 20 anni, è da considerare una popolazione rivoluzionaria, in grado di ribaltare le priorità tradizionali, ponendo al centro la salute mentale e la fiducia in sé stessi. Un’indagine condotta su oltre 2.000 ragazze provenienti da: Regno Unito, Italia, Francia e Spagna, evidenzia il desiderio di consapevolezza rispetto al proprio potenziale, ridefinendo il focus dalle ambizioni esterne all’interiorità individuale.</p>
<p>Nata e cresciuta nell’era digitale, la Generazione Z ha sempre avuto accesso a Internet, smartphone e social media, influenzando in modo significativo le loro prospettive e priorità.</p>
<p>L’indagine INTIMINA-CensusWide offre uno sguardo approfondito sulle aspettative e le dinamiche psicologiche di queste giovani donne, moderne e digitalmente intraprendenti. Emerge quindi una netta inversione di tendenza, con il 63% delle ragazze che reputano la fiducia in sé stesse come la priorità principale, seguita da una solida percentuale del 62% per la salute mentale.<br />
Il focus è proprio sull’esplorazione e lo sviluppo della propria consapevolezza interiore piuttosto che sulle pressioni esterne.</p>
<p>Nonostante l’influenza dei social media sulla percezione dell’immagine corporea, la cerchia di amici e familiari rimane centrale. Alessandra Bitelli, Woman Empowering Coach per INTIMINA, sottolinea che queste ragazze cercano conferme e confronto umano e sociale, mostrando la necessità di mantenere legami saldi con amici e familiari mentre navigano l’oceano digitale&#8230;</p>
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		<item>
		<title>Neurodiversità e inclusione sociale: verso un futuro più empatico e creativo. L&#8217;editoriale del direttore Armando Piccinni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 07:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel vasto e multiforme panorama della condizione umana, la neurodiversità rappresenta una delle sfide e opportunità più significative per il nostro tempo. Concetto relativamente recente, ma radicato nelle profondità della nostra specie, la neurodiversità si riferisce alla varietà infinita di differenze neurologiche tra gli esseri...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nel vasto e multiforme panorama della condizione umana, la neurodiversità rappresenta una delle sfide e opportunità più significative per il nostro tempo. Concetto relativamente recente, ma radicato nelle profondità della nostra specie, la neurodiversità si riferisce alla varietà infinita di differenze neurologiche tra gli esseri umani. Queste differenze includono l&#8217;autismo, la dislessia, l&#8217;ADHD e altre neurodivergenze, storicamente fonte di incomprensione, marginalizzazione e discriminazione. Tuttavia, come comunità globale, stiamo iniziando a riconoscere il valore intrinseco di queste diversità e l&#8217;importanza cruciale dell&#8217;inclusione sociale. Il primo passo verso l&#8217;inclusione effettiva è un cambiamento fondamentale nella percezione della neurodiversità. Invece di considerare le neurodivergenze come deficit da correggere, è essenziale riconoscerle come differenze che possono arricchire collettivamente la nostra società. Siamo cosi di fronte a un cambiamento di paradigma che richiede un impegno collettivo per educare il pubblico, smantellare gli stereotipi dannosi e celebrare le storie di successo di persone neurodivergenti.</p>
<p class="p1">Oggi le istituzioni educative svolgono un ruolo cruciale nella promozione dell&#8217;inclusione. Programmi didattici flessibili, supporti individualizzati e la formazione degli insegnanti sulla neurodiversità possono creare ambienti di apprendimento che valorizzano tutti gli studenti.</p>
<p class="p1">L&#8217;obiettivo è garantire che ogni bambino abbia la possibilità di esprimere il proprio potenziale unico, indipendentemente dalle differenze neurologiche. Naturalmente, anche il mondo del lavoro è chiamato a riformarsi per accogliere la neurodiversità. Dall&#8217;adozione di pratiche di assunzione più inclusive alla creazione di ambienti lavorativi adattabili, le aziende possono trarre vantaggio dall&#8217;ampio ventaglio di prospettive e competenze che le persone neurodivergenti portano. La diversità di pensiero stimola l&#8217;innovazione e può essere un fattore chiave per il successo nell&#8217;economia globale contemporanea. Ci troviamo dunque davanti a un cammino denso di sfide e di opportunità..<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Alla scoperta della dislessia. Intervista al professor Giacomo Stella: &#8220;La scuola deve cambiare&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 07:46:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Digitare sui motori di ricerca ADHD o dislessia è come tuffarsi in un oceano dalle migliaia di risultati di ricerca e fare chiarezza su quelle che sono definibili come neurodiversità è compito degli specialisti del settore. Ne è convinto il professore Giacomo Stella, già ordinario...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en/dislessia-adhd-scuola-insegnamento-giacomo-stella-brain/">Alla scoperta della dislessia. Intervista al professor Giacomo Stella: &#8220;La scuola deve cambiare&#8221;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en">Fondazione BRF</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Digitare sui motori di ricerca ADHD o dislessia è come tuffarsi in un oceano dalle migliaia di risultati di ricerca e fare chiarezza su quelle che sono definibili come neurodiversità è compito degli specialisti del settore. Ne è convinto il professore <b>Giacomo Stella</b>, già ordinario di Psicologia Clinica al dipartimento di Educazione e Scienze Umane presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia e Ideatore e responsabile scientifico di SOS Dislessia.</p>
<p class="p1">“La dislessia è un disturbo di apprendimento che ha una definizione molto precisa. Riguarda la difficoltà di un soggetto di decodificare il linguaggio scritto, cioè in sostanza, di leggere ad alta voce il testo scritto” ha spiegato a <em>Brain</em> il professore per fare immediatamente chiarezza su quella che è la definizione. La comprensione del testo può essere correlata ma non necessariamente in quanto “un soggetto che ha delle difficoltà di decodifica può anche mostrare delle difficoltà di comprensione del testo ma non sempre la definizione di dislessia è la difficoltà di decodificare il testo scritto”.</p>
<p class="p1">Per chiarire ancor meglio Stella ha spiegato come la dislessia si presenti in modo inatteso perché può essere interpretata come una discrepanza. “Se prendiamo un individuo che ha un ritardo mentale è plausibile che legga anche male, ma un soggetto normodotato dal punto di vista intellettivo invece è plausibile che legga normalmente, come fa il 90% delle persone. Il dislessico invece, pur essendo intelligente, ha delle difficoltà a decodificare perché una parte del suo cervello non funziona come dovrebbe”. Come detto, la dislessia, così come gli altri disturbi dell’apprendimento, è una neurodiversità perché “non deriva da una lesione cerebrale ma da una diversa organizzazione del sistema nervoso, di alcune aree della corteccia del cervello. Così come noi siamo diversi dal punto di vista somatico, siamo diversi anche nella corteccia che è fatta da 100 miliardi di neuroni”. Cosa accade nello specifico? Diverse aree, in seguito all’influenza di alcuni geni hanno una concentrazione di neuroni e di connessioni diverse, per cui “viene chiamata neurodiversità ed è il risultato di uno sviluppo neurologico atipico” ha chiarito l’esperto&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al via la quarta edizione di &#8220;Lucca in Mente&#8221;, il festival della Fondazione BRF. Conoscere le proprie emozioni e fragilità: concorso per le scuole primarie e secondarie di tutta la Toscana. Scadenza per le domande fissata al 12 aprile</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/en/lucca-in-mente-quarta-edizione-concorso-scuole-primarie-secondarie-toscana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lucca-in-mente-quarta-edizione-concorso-scuole-primarie-secondarie-toscana</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 09:12:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si avvicina la quarta edizione del festival &#8220;Lucca in Mente&#8221;, organizzato dalla Fondazione BRF &#8211; Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze, dedicato al mondo del cervello e della salute mentale. Dal 15 al 19 maggio, il pubblico toscano potrà partecipare a numerosi eventi...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en/lucca-in-mente-quarta-edizione-concorso-scuole-primarie-secondarie-toscana/">Al via la quarta edizione di &#8220;Lucca in Mente&#8221;, il festival della Fondazione BRF. Conoscere le proprie emozioni e fragilità: concorso per le scuole primarie e secondarie di tutta la Toscana. Scadenza per le domande fissata al 12 aprile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en">Fondazione BRF</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina la <strong>quarta edizione del festival &#8220;Lucca in Mente&#8221;</strong>, organizzato dalla <strong>Fondazione BRF &#8211; Istituto per la Ricerca in Psichiatria e Neuroscienze</strong>, dedicato al mondo del cervello e della salute mentale. <strong>Dal 15 al 19 maggio, il pubblico toscano potrà partecipare a numerosi eventi con scrittori, giornalisti e ricercatori di fama internazionale</strong>. Ulteriori dettagli sugli eventi in programma saranno comunicati a breve.</p>
<p>Come consuetudine, la Fondazione BRF, con il Patrocinio del Provveditorato agli Studi di Lucca e Massa Carrara e dell&#8217;Ufficio Scolastico della Regione Toscana, coinvolgerà anche quest&#8217;anno le scuole con un <strong>concorso dedicato agli alunni degli istituti primari e secondari della regione</strong>.</p>
<p>«L’obiettivo del concorso – spiega il presidente della Fondazione, il professor Armando Piccinni – è la sensibilizzazione delle giovani generazioni sull’importanza di affrontare le proprie emozioni e fragilità senza pregiudizi e timori, in un periodo peraltro molto complicato come quello che stiamo vivendo, segnato prima dalla pandemia, poi da un conflitto nel cuore dell’Europa».</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/Bando_per_le_scuole-1.pdf">SEI UN DOCENTE O UNA DIRIGENTE SCOLASTICA? LEGGI IL BANDO PER PARTECIPARE AL CONCORSO DI &#8220;LUCCA IN MENTE&#8221;!</a><strong> </strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/Scheda_Iscrizione_Scuola.docx">SCHEDA DA COMPILARE PER L&#8217;ISCRIZIONE DELLA SCUOLA</a></h3>
<p>Gli studenti avranno l&#8217;opportunità di esprimere il loro rapporto con le emozioni e le fragilità attraverso disegni, illustrazioni, testi brevi o poesie.</p>
<p>Una commissione composta dai membri del comitato direttivo della Fondazione, giornalisti e scrittori valuterà gli elaborati. I primi tre classificati di ogni categoria (disegno per le scuole primarie e testo breve per le scuole secondarie di primo grado) del concorso &#8220;Lucca in Mente&#8221; riceveranno premi per incentivare la lettura tra i più giovani: i vincitori della categoria disegno riceveranno un tablet, mentre i secondi e i terzi classificati otterranno buoni spendibili in libreria.</p>
<p>La premiazione si svolgerà domenica 19 maggio durante l&#8217;ultima giornata del Festival, presso la suggestiva Villa Bottini.<br />
Gli elaborati dei vincitori saranno pubblicati su quotidiani locali e sulla rivista medico-scientifica Brain.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>LE ISCRIZIONI SONO ANCORA APERTE.<br />
</strong><strong>LA SCADENZA È FISSATA A VENERDÌ 12 APRILE.<br />
</strong><strong>PER INFORMAZIONI SCRIVERE A INFO@FONDAZIONEBRF.ORG</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/Bando_per_le_scuole-1.pdf">SEI UN DOCENTE O UNA DIRIGENTE SCOLASTICA? LEGGI IL BANDO PER PARTECIPARE AL CONCORSO DI &#8220;LUCCA IN MENTE&#8221;!</a><strong> </strong></h3>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/03/Scheda_Iscrizione_Scuola.docx">SCHEDA DA COMPILARE PER L&#8217;ISCRIZIONE DELLA SCUOLA</a></h3>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en/lucca-in-mente-quarta-edizione-concorso-scuole-primarie-secondarie-toscana/">Al via la quarta edizione di &#8220;Lucca in Mente&#8221;, il festival della Fondazione BRF. Conoscere le proprie emozioni e fragilità: concorso per le scuole primarie e secondarie di tutta la Toscana. Scadenza per le domande fissata al 12 aprile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en">Fondazione BRF</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Neuroetica della memoria. Definizione e applicazione di una delle frontiere di studio più importanti dell&#8217;età contemporanea</title>
		<link>https://www.fondazionebrf.org/en/neuroetica-memoria-definizione-applicazione-alberto-carrara/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=neuroetica-memoria-definizione-applicazione-alberto-carrara</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 09:45:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per capire cosa sia la neuroetica della memoria bisogna partire da principio. Definito da Steven Peter Rose l&#8217;era del cervello umano, il XXI secolo si caratterizza spesso per l&#8217;avvincente sfida del cambiamento a livello neuronale, del miglioramento, di quel concetto anglosassone che suona a enbetterment,...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en/neuroetica-memoria-definizione-applicazione-alberto-carrara/">Neuroetica della memoria. Definizione e applicazione di una delle frontiere di studio più importanti dell&#8217;età contemporanea</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en">Fondazione BRF</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Per capire cosa sia la neuroetica della memoria bisogna partire da principio. Definito da Steven Peter Rose l&#8217;era del cervello umano, il XXI secolo si caratterizza spesso per l&#8217;avvincente sfida del cambiamento a livello neuronale, del miglioramento, di quel concetto anglosassone che suona a enbetterment, improvement o enhancement e che nella lingua di Dante Alighieri suonerebbe meglio a &#8220;miglioramento&#8221; cerebrale. Si intitolava infatti &#8220;Come migliorare il proprio stato mentale, fisico, finanziario. Manuale di psicologia del cambiamento&#8221; il volume di quasi 500 pagine di Anthony Robbins, mentre in Italia sono diffusi i testi di Matteo Salvo come &#8220;Professione: studente 30 e lode&#8221; oppure &#8220;Metti il turbo alla tua mente. Mappe mentali&#8221;. Molte delle pubblicazioni in quel settore neuroetico che oggi si conosce come neurodidattica o neuroeducazione toccano una dimensione umana essenziale e costitutiva: la memoria. Forse una delle esperte attuali del settore è la professoressa universitaria Barbara Ann Oakley. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La neuroetica ricordiamo è quella riflessione sistematica ed informata sulle neuroscienze e sulle interpretazioni delle stesse scienze neurali che ha come obiettivo l&#8217;auto comprensione di noi stessi e dei conseguenti benefici e pericoli dell&#8217;applicazione delle neurotecnologie contemporanee.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In questo contesto interdisciplinare e trans disciplinare di riflessione di filosofia pratica, la memoria &#8211; meglio declinarla al plurale &#8220;le memorie&#8221; &#8211; è la realtà al centro delle strategie neuroeducative odierne che puntano a migliorarne l&#8217;efficacia. Da &#8220;Storia della memoria. Tesoro e custode di tutte le cose&#8221; a firma di Michael S. Malone, a &#8220;L&#8217;arte di ricordare tutto&#8221; di Joshua Foer, da &#8221; Il segreto di una memoria prodigiosa. Tecniche di memorizzazione rapida&#8221;, a una sterminata letteratura in tutte le lingue, le memorie divengono il tesoro importante di quei tratti della personalità umana che ne determinano l&#8217;identità psicologica. Una tematica clinica importante, quella della neuroetica, se consideriamo che nel mondo sono oltre 56 milioni di persone che convivono con le demenze tra le quali spicca la Malattia di Alzheimer. Sul versante transumanistico poi, le memorie diventano fondamentali nella visione riduzionistica della persona umana appunto alla materialità dei suoi ricordi ipoteticamente digitalizzabiline resi perciò &#8220;immortali&#8221; su una piattaforma digitale. La cinematografia critica sull&#8217;argomento della neuroetica della memoria ha prodotto numerosi cortometraggi e serie sul tema, basti citare Selfless, Transcendence, Upload, oppure Altered Carbon&#8230;</span></p>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en/neuroetica-memoria-definizione-applicazione-alberto-carrara/">Neuroetica della memoria. Definizione e applicazione di una delle frontiere di studio più importanti dell&#8217;età contemporanea</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en">Fondazione BRF</a>.</p>
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