Depressione e gravidanza, facciamo un po’ di chiarezza: quando si verifica, per quali ragioni e quali sono i pregiudizi da sfatare. Parola al professor Mauri

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Che cos’è la depressione in gravidanza? In che maniera e per quale ragione questa patologia può colpire le donne in maternità? Quali sono i pregiudizi da sfatare?

Sono, queste, solo alcune domande che vengono in mente quando si parla di depressione e gravidanza e a cui nelle prossime settimane la Fondazione BRF – Istituto per la Ricerca Scientifica in Psichiatria e Neuroscienze proverà a rispondere grazie all’ausilio del professor Mauro Mauri, membro del comitato scientifico della Fondazione, psichiatra ed esperto del rapporto tra maternità e psicopatologia.

 

Pubblichiamo qui di seguito i primi due video in cui il professor Mauri spiega i pregiudizi culturali spesso associati al periodo di maternità che vive una donna, e in cui analizza perché spesso si parla di depressione in gravidanza.

Depressione, gravidanza e i pregiudizi associati alla maternità

 

In questa clip il professor Mauri ci spiega quali sono i pregiudizi culturali associati al periodo di maternità:

“Sono il professor Mauro Mauri, esperto di maternità e psicopatologia, me ne occupo ormai da circa vent’anni e oggi vorrei parlarvi di quelli che sono i pregiudizi culturali associati alla maternità. Generalmente si parla di maternità come di un’epoca felice per la donna, in realtà purtroppo anche durante la maternità possono verificarsi degli eventi o delle situazioni anche durante la gravidanza e nel post-partum.

La cosa fondamentale riguardo ai pregiudizi associati alla maternità è questa sensazione di grande completamento della donna, grande possibilità che la donna ha di sviluppare poi questo rapporto privilegiato col figlio, eccetera. Ebbene, questi aspetti che appartengono alla maternità possono essere messi in discussione dalla presenza di una patologia, patologia che può essere una depressione, patologia che può essere ansia. Ma vedremo poi come anche questi aspetti vengono ad essere osteggiati, cioè si negano perché la donna non può essere depressa, durante la gravidanza dev’essere felice. Noi vedremo qual è la differenza tra quello che è un umore che può essere variabile, può essere più triste o può essere diciamo significativamente modificato da situazioni ambientali, e quella che è invece la malattia depressione”.

La depressione in gravidanza, che cos’è e quando si verifica?

 

“Sono il professore Mauro Mauri, professore di psichiatria ed esperto ormai da più di vent’anni di maternità e psicopatologia.

Oggi vi parlerò di quella che è la depressione in gravidanza. Questa patologia, che è ben conosciuta nelle epoche diverse della vita, nella donna può capitare anche durante la gravidanza. Di quest’aspetto purtroppo si ha conoscenza recentemente perché soltanto negli ultimi 10-15 anni è stato preso in considerazione questo periodo. Come ho già detto in altre situazioni, della depressione non si poteva parlare durante la gravidanza. Si è parlato molto della depressione nel post-partum ma durante la gravidanza in realtà la patologia depressiva può essere altrettanto importante, fino ad arrivare addirittura al 12% della popolazione. Questo cosa vuol dire? Vuol dire che noi dobbiamo stare molto attenti perché la gravidanza di per sé può provocare o può modificare quelli che sono gli equilibri per cui la donna può dormire meno bene, può avere più stanchezza. Ma tutto questo appartiene a quella che è la fisiopatologia della gravidanza.
Quando però compaiono tristezza, sensazione di mancato piacere nelle attività comuni della vita, sensazione di essere in difficoltà nella concentrazione, dolori magari diffusi, impressione di non essere capace o di poter non essere capace di affrontare il ruolo materno più avanti, e soprattutto depressione come eventuale episodio di una malattia depressiva che già si è avuta in passato e che ricorre durante la gravidanza.
Ecco, questo è un aspetto che deve essere tenuto presente, è molto importante perché le donne che hanno avuto depressione precedentemente possono avere nella gravidanza uno dei fattori scatenanti. Quindi tenere conto di quest’aspetto che vuol dire semplicemente offrire sostegno, o avere la possibilità anche di intervenire sia psicologicamente che farmacologicamente ma questo è un argomento più complesso, più articolato che andrà approfondito poi successivamente”.