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	<title>Stephen Stahl Archivi - Fondazione BRF</title>
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	<description>Brain Research Fondazione ONLUS</description>
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		<title>Terrorismo e psichiatria, ecco qual è il profilo del kamikaze e che ruolo gioca il leader. Intervista alla professoressa Marazziti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 15:59:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Che rapporto c’è tra male, terrorismo e psichiatria? E, soprattutto, come può la conoscenza psichiatrica affrontare il fenomeno terroristico? Sono questi i temi che hanno mosso la professoressa Donatella Marazziti (professoressa presso l’Università di Pisa e la Unicamillus di Roma) e il professor Stephen...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/p5G1ovHX2do" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che rapporto c’è tra male, terrorismo e psichiatria?</strong> E, soprattutto, come può la conoscenza psichiatrica affrontare il fenomeno terroristico? Sono questi i temi che hanno mosso la professoressa <strong>Donatella Marazziti</strong> (professoressa presso l’Università di Pisa e la Unicamillus di Roma) e il professor <strong>Stephen Stahl</strong>, membri del <a href="https://www.fondazionebrf.org/comitato-scientifico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">direttivo – insieme al presidente <strong>Armando Piccinni</strong> – della Fondazione BRF</a>. Da questi studi è nato un libro, <a href="https://www.cambridge.org/core/books/evil-terrorism-and-psychiatry/BC2E98B49E8E6769CA8780C485F9FAAF"><em>Evil, Terrorism and Psychiatry</em></a> (Cambridge University Press) che, come spiega in questa intervista la professoressa Marazziti, «mira a sondare il fenomeno terroristico, a capire il profilo del terrorista e ad affrontare il problema anche in ottica preventiva».</p>
<p><strong>Partiamo da principio, professoressa. Come mai ha deciso di dedicarsi a questo tema?</strong><br />
L’interesse è nato dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York. Parliamo, d’altronde, di un fenomeno che ha sconvolto l’Occidente e non solo.</p>
<p><strong><img loading="lazy" class="wp-image-22597 alignleft" src="https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/12/marazziti-donatella-tagliato-300x193.jpg" alt="Donatella Marazziti" width="415" height="267" srcset="https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/12/marazziti-donatella-tagliato-300x193.jpg 300w, https://www.fondazionebrf.org/wordpress/wp-content/uploads/2019/12/marazziti-donatella-tagliato.jpg 402w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" />Cosa ha rappresentato per lei l’11 settembre 2001?</strong><br />
L’attacco terroristico dell’11 settembre rappresenta, a mio modo di vedere, uno spartiacque tra un periodo di benessere e di pace e un periodo di incertezza che ancora oggi viviamo, in cui non ci si sente più sicuri neanche a salire su un aereo, oppure anche ad andare a un mercatino di Natale o a un concerto.</p>
<p><strong>Perché è necessario che la psichiatria fornisca delle risposte a riguardo?</strong><br />
Sia gli psichiatri che gli psicologi si sono trovati senza dubbio impreparati ad affrontare questo fenomeno. Ma ho notato anche una certa riluttanza nell’approfondire questi aspetti così aggressivi dell’animo umano. Invece come studiosi e psichiatri non possiamo più esimerci dall’affrontare questo fenomeno. Proprio per questo insieme ad altri colleghi, a cominciare dal professor Stephen Stahl dell’università di San Diego in California e di Cambridge (Uk), abbiamo pensato di fare il punto della situazione, vale a dire mettere insieme vari specialisti per affrontare il tema da diversi punti di vista.</p>
<p><strong>Da qui è nato il libro.</strong><br />
Esattamente. Il saggio è stato pubblicato dalla Cambridge University Presse e si intitola <em>Evil, Terrorism and Psychiatry</em>. È un tentativo di cercare di spiegare il male, cioè l’aggressività che c’è nell’animo umano e che è normale quando viene finalizzata al bene, per cercare di capire come possa diventare un fenomeno dirompente, che distrugge la vita di chi la perpetra e di tanti altri innocenti, e come la psichiatria possa aiutare a capire il fenomeno terroristico anche da un punto di vista di prevenzione del fenomeno stesso che, inutile dirlo, non è finito.</p>
<p><strong>Quali sono le risposte a cui si è giunti?</strong><br />
Da un punto di vista psichiatrico e psicologico i dati sono molto pochi. Abbiamo però tentato di offrire una spiegazione, delle ipotesi che sono lì pronte ad essere avallate da dati veri che mancano. Dei terroristi che non si sono immolati e sono sopravvissuti, infatti, i casi sono veramente pochi. Ci sono solo dei dati raccolti in Israele. E ci sono anche pochi terroristi rimasti vivi negli ultimi attentati. In Francia, ad esempio, ce n’è solo uno (Salah Abdeslam, <em>ndr</em>). Così come uno dei pochi sopravvissuti è Anders Breivik in Norvegia. Abbiamo avuto molta difficoltà a trovare qualche collega scandinavo che si occupasse di questo caso, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.</p>
<p><strong>Com’è un terrorista tipico?</strong><br />
Non c’è un background politico, né uno sociale o culturale. Il terrorista può essere ricco o povero, può provenire da una famiglia disagiata o benestante, può avere un’alta o bassa educazione. Non esiste un profilo sociologico che mi permetta di dire che queste persone sono a rischio di diventare terroristi oppure no. Molto spesso, soprattutto in Europa, si tratta di persone di seconda generazione, i cui nonni erano immigrati, e che dunque hanno avuto la possibilità di avere una cultura locale molto elevata e una professione altrettanto elevata. Pensiamo all’attentato delle Torri Gemelle: uno dei terroristi era un pilota, aveva studiato all’università e così via.</p>
<p><strong>È possibile, però, avere dei domini psicologici comuni?</strong><br />
Abbiamo pensato alla psicopatologia, ma i dati disponibili ci dicono che non esiste una patologia psichiatrica o un temperamento o una tipologia di personalità che possa spiegare come mai una persona perda l’istinto di morte e diventi esso stesso uno strumento di distruzione di massa. La psicopatologia non ci aiuta, e neanche la psicologia e la sociologia non ci aiutano. E allora dobbiamo far riferimento, forse, a quelli che sono i due istinti primari che regolano l’animo umano: da una parte la spinta al bene, dall’altra la spinta al male, cioè l’aggressività. Compito di ogni essere umano è gestire appieno queste due istanze, connaturate all’uomo e utilizzarle nel miglior modo possibile.</p>
<p><strong>Cosa si intende per aggressività?</strong><br />
Quando si pensa all’aggressività, si pensa alla bestialità, alla ferocia. Ma non è così. L’aggressività è anche un valore importante che permette l’affermazione di noi stessi.</p>
<p><strong>Quando l’aggressività diventa distruttiva?</strong><br />
Quando non è accompagnata da un’altra caratteristica umana, che è il senso morale. È inutile dirlo: tutti gli esseri umani hanno un senso morale innato, come diceva anche Immanuel Kant. Tutte le società umane condannano l’omicidio, il suicidio, l’incesto. Per molti filosofi la società stessa nasce nel momento in cui si mettono delle regole che limitano omicidi, suicidi, eccetera e che danno concretezza al senso morale. Probabilmente nei soggetti molto aggressivi come sono i terroristi, non si sviluppa il senso morale. E al tempo stesso si sviluppa quel concetto psicopatologico che si denota come psicopatia.</p>
<p><strong>Chi sono gli psicopatici?</strong><br />
Sono soggetti in cui manca lo sviluppo del senso morale, non sono empatici, non provano pietà. Sono personalità particolarmente vulnerabili, se si trovano in particolari condizioni di sradicamento, isolamento. E se, sulla loro strada, incontrano e vengono reclutati da leader malvagi. Il problema del terrorismo, oltre alla vulnerabilità individuale dovuta alla psicopatia, è senza dubbio quello del leader, è l’altro attore fondamentale del fenomeno.</p>
<p><strong>Che ruolo riveste in questo quadro il leader?</strong><br />
Il leader è lo psicopatico più grave, ha un delirio e dentro di sé fomenta l’odio verso valori della società alimentati anche dal fondamentalismo religioso. Se l’esecutore materiale, colui che si mette la cintura e si fa esplodere, è lo psicopatico soggiogato dal leader, l’altro attore importante, per il quale esistono più dati certi, è il leader che probabilmente è un malato psichiatrico che ha bisogno di cure.</p>
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		<title>Terrorismo e psichiatria: che rapporto c&#8217;è? Tavola rotonda all&#8217;Università Europea di Roma con la presentazione del libro di Stahl e Marazziti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmine Gazzanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2019 13:14:22 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;attualità dell&#8217;orrore del terrorismo</strong> è ripiombata sulla nostra società dopo l&#8217;attentato sul <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2019/11/30/news/londra_usman_khan_era_stato_condannato_per_terrorismo_nel_2012_ed_era_in_liberta_vigilata_con_il_braccialetto_elettronico_-242279327/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>London Bridge</strong></a> dei giorni scorsi. Ed è proprio di questo tema che si discuterà lunedì 9 dicembre dalle ore 16,30 alle ore 18,00 all&#8217;Università Europea di Roma, Aula Magna II Piano (via degli Aldobrandeschi, 190) nel corso del quale verrà presentato il volume <strong>“<a href="https://www.cambridge.org/core/books/evil-terrorism-and-psychiatry/BC2E98B49E8E6769CA8780C485F9FAAF">Evil, Terrorism &#038; Psychiatry</a>”</strong> (Cambridge University Press, 2019) di <strong>Donatella Marazziti</strong> e <strong>Stephen Stahl</strong>.</p>
<p>Dalla loro <strong>prefazione</strong> al volume “Evil, Terrorism &#038; Psychiatry” i due <strong>importanti psichiatri</strong> contemporanei – <a href="https://www.fondazionebrf.org/comitato-scientifico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>entrambi membri del direttivo della Fondazione BRF</strong></a> – esordiscono inquadrando l’attuale quanto tragico argomento:</p>
<blockquote><p><em>“Il male e il bene hanno accompagnato l’umanità fin dai suoi albori, perché fanno parte della natura umana. La storia degli uomini (e la storia di ogni uomo) è caratterizzata da un duello costante tra queste due forze opposte e le emozioni e i comportamenti ad esse correlati. Quando il male prevale, può produrre aberrazioni estreme. Inevitabilmente, psichiatri e criminologi devono far fronte a queste aberrazioni, poiché molto spesso viene loro chiesto di fornire spiegazioni a comportamenti atroci che non hanno nulla a che fare con l’essere umano, tranne per il fatto che sono atti perpetrati da uomini e anche, sebbene meno spesso, da donne (è una vera novità degli ultimi decenni che le donne possano diventare feroci come gli uomini)”.</em></p></blockquote>
<p>E ancora:</p>
<blockquote><p><em>“La domanda diventa particolarmente pressante in situazioni specifiche, come in tempo di guerra (perché è successo l’Olocausto? perché c’è stata la tortura?), o in seguito a genocidi, furie di omicidi o, più recentemente, gli attacchi terroristici compiuti da attentatori suicidi che sono ora perpetrati ovunque, non solo nelle regioni instabili tradizionalmente riconosciute come il Medio Oriente, ma anche nei paesi occidentali, nel cuore di quella che è considerata la culla della civiltà moderna”</em></p></blockquote>
<p>Continuano gli editori del testo collettaneo frutto di ricerche pubblicate nel 2018 sulla Rivista CNS Spectrums di Cambridge:</p>
<blockquote><p><em>Ci sono molte domande che sorgono da queste considerazioni, e alcune sono state affrontate da questo libro, in particolare se ci sono tratti di personalità specifici, caratteristiche psicologiche o condizioni psicopatologiche che possono favorire questa mancanza di controllo della violenza unita a freddezza, razionalità, crudeltà, mancanza di senso morale e, in alcuni casi, autocelebrazione, portando alcuni individui a scegliere deliberatamente di morire per uccidere gli innocenti…</em></p>
<p><em>Come professionisti della salute mentale e neuroscienziati, non dovremmo mai abituarci o rimanere indifferenti al terrorismo e alla violenza, come se fossero normali fenomeni delle nostre società… data la sua natura poliedrica, la prevenzione del terrorismo dovrebbe basarsi su un coordinamento integrato di esperti internazionali che si occupi di tutti i possibili fattori coinvolti”.</em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<h3 id="mar-bot-10" style="text-align: center;">ECCO IL PROGRAMMA DELLA TAVOLA ROTONDA</h3>
<p>Chairs: Prof. C. Imperatori (Università Europea di Roma)<br />
Prof. F.S. Bersani (Università La Sapienza di Roma)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 id="mar-bot-10">Introduzione ai temi del convegno</h3>
<p><strong>16:30-16:45</strong><br />
Prof. B. Farina (Università Europea di Roma)</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 id="mar-bot-10">Interventi</h3>
<p><strong>16:45-17:45</strong><br />
Prof.ssa Donatella Marazziti (Editore, Università di Pisa)<br />
Prof. Stephen M. Stahl (Editore, University of California San Diego)<br />
Prof. Armando Piccinni (Autore, Unicamillus Roma)<br />
Prof. Alberto Carrara (Autore, Università Europea di Roma – Ateneo<br />
Pontificio Regina Apostolorum)<br />
Prof. Guido Traversa (Autore, Università Europea di Roma)<br />
Prof. Claudio Bonito (Autore, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum)</p>
<h3></h3>
<h3 id="mar-bot-10">Dibattito e conclusioni</h3>
<p><strong>17:45-18:00</strong></p>
<h3></h3>
<h3 id="mar-bot-10">Termine del convegno e buffet</h3>
<p><strong>18:00</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Organizzatore e responsabile scientifico <strong>Prof. Alberto Carrara:</strong> <a href="mailto:allegra.indraccolo@unier.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a.carrara@legionaries.org</a></p>
<p>La partecipazione al convegno è <strong>gratuita</strong><br />
Alla fine del convegno verrà rilasciato un attestato di partecipazione</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en/terrorismo-psichiatria-fondazione-brf-marazziti-stahl/">Terrorismo e psichiatria: che rapporto c&#8217;è? Tavola rotonda all&#8217;Università Europea di Roma con la presentazione del libro di Stahl e Marazziti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.fondazionebrf.org/en">Fondazione BRF</a>.</p>
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