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Disturbi alimentari, ecco quali sono i campanelli d'allarme

Il professor Piccinni ci parla delle diete e del rischio di cadere nella dipendenza da cibo, partendo dalla storia di Giulia (GUARDA IL VIDEO)

In questo video il professor Armando Piccinni, psichiatra e presidente della Brain Research Foundation (BRF), ci parla delle diete e del perché queste sovente falliscono. Pochi sanno probabilmente che, come emerso da una ricerca dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, lo zucchero crea una dipendenza 20 volte superiore a quella della cocaina. Stiamo dunque parlando di una situazione di dipendenza più grave di quella che riscontriamo ordinariamente nelle sostanze d’abuso. Ecco perché è importante comprendere quali siano i campanelli d'allarme nella dipendenza da un certo cibo.

 

Sembra impossibile che il cibo da cui tutti noi dipendiamo per vivere, possa diventare fonte di sofferenza provocandoci disturbi fisici e psicologici attraverso l’obesità. Quando abbiamo l’incapacità a resistere a una certa spinta a mangiare, dimentichiamo che il cibo è dotato di calorie. L’introito calorico proveniente dal cibo, assunto irrazionalmente, se non bilanciato da un corrispettivo dispendio energetico come una sana attività fisica, si accumula nel tempo, spianando la strada prima a un incremento ponderale, poi al sovrappeso e infine all’obesità.
La realtà è che il cibo non può rivestire il ruolo di un farmaco per curare i nostri problemi di ansia, di prostrazione o di demoralizzazione e di frustrazione. La dipendenza da cibo può instaurarsi in situazioni particolari, come un periodo critico in cui il cibo riveste la funzione di aiuto e conforto. Anche una certa atmosfera, familiare e culturale, potrà favorire l’insorgenza della dipendenza. Una volta che si è instaurato il legame con quel cibo, l’abuso andrà avanti da solo, vivendo una vita propria.
La domanda che ci sorge è: come facciamo ad avere il dubbio di essere caduti nella dipendenza da un certo cibo? I campanelli d’allarme sono svariati e comprendono, insieme all’aumento del peso:
a. l’incapacità di seguire una dieta oltre un certo periodo;
b. l’assunzione di cibi in maniera ripetitiva e incontrollabile;
c. l’insorgenza di veri e propri sintomi di astinenza: l’assenza di quel cibo come debolezza, tremore, incontenibile attrazione verso l’alimento prediletto.
Recenti ricerche dicono che dal 10 al 20% della popolazione soffre di dipendenza da alcuni cibi, in prevalenza dolce e carboidrati in genere.
Perché è importante capire se siamo in una situazione di dipendenza? Perché riconoscere la dipendenza da un certo cibo significa avere degli strumenti in più per poterla combattere e per poter iniziare a impostare un regime dietetico secondo concetti nuovi e diversi da quelli utilizzati finora, non fondati tout-court sulla quantità, ma sulla necessità di bandire dalla nostra dieta alcuni tipi di cibo, riconoscendo la propria incapacità a controllarne l’assunzione.



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