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Seminario "Io non ho paura"

Bilancio positivo per il primo corso dell'anno della Fondazione BRF

Un grande successo, una partecipazione empatica e attiva. E’ il bilancio del seminario Io non ho paura, svoltosi sabato scorso a Lucca, nella sede del Centro Medico San Marco di Lucca, che ha visto la partecipazione, fra l'altro, del Presidente della Fondazione Armando Piccinni e del Responsabile Ricerche Donatella Marazziti. 

I lavori sono stati introdotti dal giornalista Mario Campanella, componente del comitato scientifico della Fondazione BRF che ha illustrato le chiavi filosofiche della paura e dell'amore.  
"Nietzsche ci insegna a fare della nostra vita un capolavoro - ha detto il giornalista -, ma ciò è possibile attraverso il passaggio dal dolore alla conoscenza. La paura di amare si nutre del mito di Narciso, che prevale su ogni altro mito e da cui dobbiamo prendere le distanze attraverso la dimensione del sé.  La Fondazione BRF vuole saldare la filosofia con la neurobiologia". 
 
"Si tratta del problema principale della nostra contemporaneità - ha detto Donatella Marazziti, direttore scientifico della BRF - figlio di una incapacità di riconoscere la distruttività nichilista. 
Le basi biologiche e cerebrali dell’attrazione, richiamano alle trasformazioni avvenute nei millenni nel nostro cervello. Ciò che è fondamentale è saper consapevolizzare le proprie distorsioni cognitive per dedicarsi all’altro, sapendo equilibrare l’amor proprio con la disponibilità all’incontro". 
 
Un discorso amplificato dal prof. Armando Piccinni, Presidente della Fondazione BRF, che ha illustrato la teoria dei ferormoni. "Si tratta - ha sintetizzato - di sostanze chimiche secrete dall'ambiente, che si rifanno alla regione vomeronasale, deputata al suo rilevamento. Gli esseri umani sono in grado di discriminare queste proteine attraverso gli odori e di percepire in maniera subliminale le differenze. Le basi dell'attrazione sono scritte nell'etologia, ma diventano parte dell'anima". 

Ilse Melotte, economista belga, ha parlato della Fondazione La Quercia, "che ci dà - ha spiegato Melotte - la spinta per  inserire il concetto di amore nel filone esperienziale.  La crescita personale è possibile grazie a un incrocio positivo con altre esperienze e la Fondazione BRF sa porsi in relazione con un approccio multidisciplinare ai sentimenti e alle emozioni".  

Ivano Selvatici, comandante e pilota di aereo,  ha parlato della paura di volare: "Nonostante aumenti la sicurezza - ha detto Selvatici- un occidentale su due mantiene questa fobia. La motocicletta ha un grado di pericolosità pari a 4.270 volte un viaggio di aereo, ma questa fobia permane con implicazioni molteplici".
  
La sessione pomeridiana ha visto confrontarsi i partecipanti con una dimensione esperenziale che ha alternato momenti ludici a sessioni informative. Per tutti ora l’appuntamento è fissato al 28 novembre, con l’inaugurazione ufficiale della Fondazione BRF alla presenza di illustri rappresentanti del mondo della psichiatria, neurologia e fisiologia nazionale e internazionale. 


Centro Medico San Marco