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Ha ancora senso una festa dedicata alle donne?

8 marzo: il punto di vista della Prof.ssa Marazziti

8 marzo, festa delle donne. Perché non la facciamo finita con questa insulsa ricorrenza?
Ogni anno si ripete la solita storia, con le consuete frasi di circostanza, la riproposizione delle statistiche che dimostrano impietosamente come la parità di genere in Italia sia ancora un miraggio. Per non parlare degli “esperti” che sottolineano le specificità di ogni sesso e concludono invariabilmente che “donna é bello”. Bello cosa? Ma è così bello essere prese costantemente in giro ?

Guardiamo ad occhi aperti la realtà. Le donne studiano meglio e di più, in alcune discipline ci sono più laureate che laureati, eppure, il sesso femminile è pochissimo presente nei vertici aziendali, istituzionali, militari e e universitari. Per non dire che spesso lavorano più degli uomini e guadagnano di meno, a parità di mansione. Poi c’è il carico domestico e la cura dei figli che non si è alleggerito di molto in un Paese come il nostro dove la maternità è ancora un lusso. 

Quest’ anno, la festa delle donne viene sottolineata da uno sciopero generale indetto da alcuni sigle sindacali (maschi, crediamo, solo gli uomini potrebbero aver avuto un’idea così balzana). Così, se anche fossimo in grado di trovare un mezzo di trasporto per andare a lavorare, il che  sembra risultare pressoché impossibile dato che si fermano bus, treni e aerei, non potremmo andarci se  gli insegnanti dei nostri figli facessero sciopero e  nostra madre fosse bloccata dagli stessi motivi. Oppure se fossimo in grado di pagarci la baby-sitter, magari per solidarietà fa sciopero anche lei… Che bella festa l’8 marzo 2017!


Redazione



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